Lo Zafferano

Lo Zafferano è una preziosa e antica spezia dal colore rosso intenso dalle molteplici proprietà curative e fitonutrienti. Derivato dagli stimmi del fiore Crocus Sativus L. (in latino sativus, filamento) conferisce ai piatti il suo tipico sapore aromatico che lo rende un ingrediente insostituibile in cucina.

La semina del Crocus Sativus, costituito da un bulbo-tubero, avviene nei mesi di luglio/agosto, con le piogge di settembre spuntano le prime foglie sessili in ciuffi e nel mese di ottobre inizia la fioritura. La raccolta a mano senza il supporto di mezzi meccanici si effettua preferibilmente all’alba prima che il fiore si dischiuda, così da mantenere l’intenso aroma della spezia, un processo delicato e laborioso, attento a non rovinare gli stimmi durante l’esportazione. Le foglie gradatamente inizieranno a seccarsi mentre sotto terra si svilupperanno i nuovi bulbi che verranno nuovamente ripiantati.

Avviare la coltivazione dello Zafferano richiede tanta manodopera e fatica (solo per 1 gr. di spezia occorrono 150 fiori) ma partecipare alla sua raccolta, tra colori e profumi, a contatto diretto con la terra è un’esperienza appassionante condivisa con soddisfazione.

Nella mitologia greca si racconta che lo Zafferano è nato dall’amore tra una ninfa, Smilace, che era la favorita del Dio Ermes, e un giovane bellissimo di nome Krocos.
Il Dio, per invidia nei confronti del giovane, adirato, lo trasformò in un bulbo dal bellissimo fiore.
Lo Zafferano è conosciuto da millenni, vi sono cenni risalenti addirittura al 2300 a.C. in Accadia, se ne parla nei papiri egizi del 1600 a.C., che ne enfatizzavano le proprietà curative, sono state trovate pitture murali che descrivono l’intero processo di raccolta a Cnosso e Santorini risalenti al 1600 e il 1500 a.C.. Se ne parla nella Bibbia, nel Cantico dei Cantici di Salomone, negli scritti di Ippocrate, Sofocle e Omero. Anche Ovidio, Virgilio e altri poeti romani ne fecero un soggetto poetico, come anche il poeta Iraniano Ferdowi ed il poeta Mohammad Yousuf Taing del Kashmir ne menzionano l’uso nelle epiche dei loro paesi.
In diverse nazioni si hanno testimonianze dell’uso di questa spezia nella medicina tradizionale. La nascita della coltivazione dello Zafferano viene collocata in Asia, numerose sono le testimonianze del suo utilizzo e le storie e leggende che si raccontano intorno la sua diffusione.
Il nome Zafferano deriva infatti dall’arabo za’-faran e dal persiano Zaa-fran.

Lo Zafferano in Italia

Lo Zafferano dalla Spagna arrivò in Italia, per mano del monaco domenicano Santucci, nativo di Navelli, che attorno al 1230, partecipava a Toledo al sinodo che avrebbe istituito la santa inquisizione. Lo Zafferano trovò in Abruzzo un habitat molto favorevole, e in breve la coltura si estese nei dintorni dell’Aquila, dove venne avviato un proficuo commercio con grandi città mercantili come Venezia, Milano, Francoforte, Norimberga, Vienna e Marsiglia. Con l’arrivo dei Borboni la coltivazione si estese fino a raggiungere, nel 1830, i 450 ettari, mentre dopo l’unità d’Italia iniziò un periodo di lento declino, che si interruppe solo nei primi anni settanta del XX secolo. Oggi i grossi centri di produzione dello Zafferano italiano sono Sardegna, Abruzzo, Toscana, Umbria e Sicilia.

Zafferano: proprietà terapeutiche e benefici

Lo Zafferano, insieme a tante altre piante e fiori, per le sue proprietà apporta molteplici benefici all’organismo umano. È usato tanto in cucina per preparare piatti gustosi, e può essere usato anche per le sue capacità curative nei confronti di determinate patologie.
Lo Zafferano è una pianta, il cui nome in botanica è Crocus Sativus L., originaria dell’Asia Minore ma attecchisce anche in Grecia, Spagna e Italia, dove esistono ampie coltivazioni in Sardegna, Abruzzo, Umbria e Sicilia. Il fiore nasce da un bulbo, da cui spuntano i getti ricoperti da una dura cuticola che permette loro di perforare il terreno. I getti, contenenti le foglie ed i fiori quasi completamente sviluppati, una volta fuoriusciti dal terreno, si aprono e consentono alle foglie di allungarsi e al fiore di aprirsi completamente. Per realizzare la spezia, si utilizzano gli stimmi, o stigmi, di un colore rosso intenso.

Le qualità dello Zafferano

Lo Zafferano è conosciuto ed utilizzato soprattutto come spezia. Il suo aroma infatti è una delle qualità più apprezzate, per cui in cucina viene usato in moltissime preparazioni, dai primi fino ai dolci, perché non contiene calorie, esalta ed arricchisce i sapori e dà colore alle pietanze. Ma oltre a tutto ciò, tra le altre qualità per cui lo Zafferano è molto apprezzato vi sono le sue proprietà antiossidanti, antidepressive e addirittura afrodisiache. Così, oltre che a consumarlo nei piatti che si preparano quotidianamente, può essere assunto in tisane o integratori alimentari acquistabili in erboristeria, per ottimizzarne i benefici.

Proprietà organolettiche e composizione

Lo Zafferano è caratterizzato da alcune proprietà organolettiche che lo rendono inconfondibile:

  • Colore rosso
  • Aroma intenso
  • Gusto deciso.

Lo Zafferano deriva queste caratteristiche fisiche dalla sua composizione, poiché contiene:

  • Carotenoidi, che gli conferiscono il colore e servono a proteggere le cellule, fungendo anche da antitumorali
  • Picrocrocina, che gli conferisce il sapore amarognolo
  • Safranale, che dà al suo olio essenziale un odore acre e intenso
  • Vitamina B1 e B2, che servono per aiutare il metabolismo e aiutano lo scambio di ossigeno tra le cellule.

Proprietà terapeutiche ed altri effetti benefici dello Zafferano

Visti i principi attivi e le vitamine che contiene, lo Zafferano può essere un valido alleato nella prevenzione e cura di diverse patologie. È considerato:

  • Antidepressivo: è un valido supporto in particolare nella cura di lievi forme di depressione ed aiuta a controllare gli sbalzi di umore durante il periodo premestruale, questo perché il safranale e la crocina, contenuti nello Zafferano, agiscono sull’incremento di neurotrasmettitori quali serotonina e dopamina, il cui ridotto funzionamento sembra essere la causa degli stati depressivi
  • Antistress: sempre per il suo influsso sulle capacità cerebrali è molto utile per abbassare il livello di stress
  • Potenziatore della memoria: un altro beneficio è l’essere coadiuvante della memoria, in quanto le sue sostanze attive, specie i carotenoidi, sostengono i processi fisiologici che aiutano a ricordare le cose che accadono e quelle che si apprendono ed addirittura si pensa possa aiutare a prevenire certe forme di Alzheimer
  • Regolatore dell’apparato digestivo: è usato come digestivo, in quanto dotato di pigmenti che entrano velocemente in circolo e aumentano la secrezione di bile e succhi gastrici e per questo ne viene spesso consigliata l’assunzione anche per chi soffre di gastrite
  • Acceleratore del metabolismo: strettamente collegata alle proprietà digestive è quella di acceleratore del metabolismo grazie alle vitamine del gruppo B che favoriscono l’assorbimento dei grassi.

Inoltre è un ottimo apportatore di altri benefici, tra i quali:

  • Benefici sull’apparato cardiocircolatorio: diminuisce la pressione sanguigna, riducendo ipertensione e ipercolesterolemia, in quanto contiene poche calorie e fluidifica il sangue
  • Benefici per bocca e denti: aiuta a trovare sollievo alle gengive irritate, e per questo viene usato nella fase di dentizione per i bambini
  • Benefici per gli occhi: aiuta a rallentare la perdita della vista che subentra con la vecchiaia, poiché agisce sui geni che regolano le cellule fotorecettrici
  • Fortifica i capelli: agisce sulla fibra capillare, rendendo i capelli voluminosi e difendendoli dalle aggressioni di sole e vento perché i suoi principi attivi ne fortificano le radici
  • Antinfiammatorio: ha proprietà disintossicanti ed antinfiammatorie, in quanto contiene curcumina, che ha i medesimi effetti del cortisone nel placare infiammazioni, soprattutto di tipo reumatico
  • Afrodisiaco: ha proprietà afrodisiache, come il ginseng, poiché aumenta la produzione di serotonina e quindi il desiderio.

Uso in omeopatia e modalità di assunzione

L’uso che viene fatto dello Zafferano in omeopatia è legato soprattutto alle sue proprietà antidepressive, agli effetti che ha sulla memoria, sull’apparato digestivo e su quello cardiovascolare. Utilizzo che dovrebbe essere sempre legato al consulto di un medico omeopata esperto, che indichi con precisione dosi e modalità di assunzione di questa spezia.
Tisane allo Zafferano Viste le sue molteplici proprietà e benefici, si può realizzare una tisana allo Zafferano “fai da te” in maniera semplice e veloce, visto che è sufficiente sciogliere in acqua bollente un cucchiaino della sua polvere. Tale infuso, bevuto prima di andare a letto e addolcito con un poco di miele, aiuta il sonno poiché funge da antistress e da digestivo.